URUBÙ

Noto anche come “avvoltoio collorosso” o “avvoltoio tacchino”, é il rappresentante più diffuso della famiglia dei Catartidi, gli avvoltoi americani. Questo uccello, una delle tre specie del genere Cathartes, é diffuso dal Canada meridionale all’estremità meridionale del Sudamerica. Occupa molti ambienti aperti e semiaperti, quali foreste subtropicali, boscaglie, pascoli e deserti.

Come tutti gli avvoltoi del Nuovo Mondo, non è strettamente imparentato con gli avvoltoi del Vecchio Mondo (Europa, Africa, Asia). Le strette somiglianze fisiche tra gli uni e gli altri sono semplice conseguenza dell’evoluzione convergente. L’urubú é un saprofago e si nutre quasi esclusivamente di carogne. Individua il cibo grazie alla vista acuta e all’olfatto sviluppato, volando a quota relativamente bassa per captare i gas prodotti dagli inizi dei processi di decomposizione negli animali morti. In volo utilizza le correnti ascensionali per spostarsi in aria, e batte le ali solo raramente. Trascorre la notte in grandi dormitori comunitari.

Essendo privo di siringe (l’organo vocale degli uccelli), il suo verso é caratterizzato da grugniti e flebili sibili. Questo volatile riceve il nome comune “avvoltoio tacchino” a causa dell’aspetto, negli adulti, simile, per via della testa glabra di colore rosso e un piumaggio scuro, a quello dei maschi di tacchino selvatico, mentre il nome “avvoltoio” deriva dalla parola latina VULTURUS, cioè “colui che strappa”, un riferimento alle abitudini alimentari dell’animale. L’epiteto generico Cathartes significa “PURIFICATORE” ed é la forma latinizzata del termine greco Kathartes.

Si tratta di un uccello di grosse dimensioni, con un’apertura alare di 160-183 cm, una lunghezza di 62-81 cm e un peso di 0,8-2,3 kg. Generalmente gli uccelli che occupano le zone settentrionali dell’areale della specie hanno dimensioni maggiori di quelli della regione neotropicale. La specie presenta scarso disformismo sessuale; i sessi sono identici per quanto riguarda piumaggio e colorazione, ma le femmine hanno dimensioni leggermente maggiori.

Le piume che ricoprono il corpo, tranne la testa (piccola rispetto al corpo) di colore rosso, che ne ha poche, sono prevalentemente nero-brunastre, ma le penne “remiganti” delle ali, viste da sotto, appaiono grigio argentee, contrastando nettamente con il resto delle ali, di colore più scuro. Il becco, relativamente breve e uncinato, é colore avorio. Le iridi degli occhi sono bruno-grigiastre. Le due dita anteriori delle zampe e dei piedi colore rosa carne (anche se generalmente macchiate di bianco) sono allungate e presentano piccole membrane alla base.

Le larghe impronte misurano 9,5-14 cm di lunghezza e 8,2-10,2 cm di larghezza, ma questi dati includono anche le tracce lasciate dagli artigli. Le dita sono disposte secondo il classico modello anisodattilo. Gli esemplari immaturi hanno la testa grigia e l’estremità del becco nera; con la crescita assume i toni propri degli adulti.

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